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Flavio Ermini inaugura “Microliti”, la nuova collana di Formebrevi Edizioni

Con gran­de pia­ce­re annun­cia­mo l’uscita del nuo­vo libro di Fla­vio Ermi­ni, Del­la fine. La not­te sen­za mat­ti­no. Il libro inau­gu­ra la col­la­na micro­li­ti di For­me­bre­vi Edi­zio­ni. Micro­li­ti è un ter­mi­ne pre­so in pre­sti­to da una poe­sia di P. Celan ed evo­ca, in linea con le col­la­ne di poe­sia e pro­sa di For­me­bre­vi, la pre­di­le­zio­ne per la bre­vi­tà, inte­sa sia nel­la sua acce­zio­ne di bre­ve for­ma este­rio­re, sia nel rap­por­to di essen­za che lega la paro­la al dire, rap­por­to che tra­scen­de le limi­ta­zio­ni impo­ste dal­la nomi­na­zio­ne.
I Micro­li­ti sono trac­ce di un pas­sag­gio, pie­tre che segna­no il cam­mi­no dell’uomo per risco­pri­re la stra­da del­la cono­scen­za e tor­na­re a chie­der­si il per­ché del­le cose.

Micro­li­ti sono, pie­truz­ze appe­na per­ce­pi­bi­li, lapil­li minu­sco­li nel tufo den­so del­la tua esi­sten­za”. P. Celan

IL LIBROFormebrevi Edizioni - Flavio Ermini - Della fine
«La nostra vita è una ter­ra mala­men­te cal­pe­sta­ta e poi rias­se­sta­ta con mez­zi risi­bi­li. La nostra vita è una ter­ra depre­da­ta con meto­do, in atte­sa del­la cala­ta dei nuo­vi raz­zia­to­ri. Una ter­ra dove la spe­ran­za è un car­tel­lo tol­to dal cie­lo e sepol­to sot­to mol­ti stra­ti di mace­rie».
Da tem­po imme­mo­re l’uomo si inter­ro­ga sul sen­so dell’esistenza, vagan­do per stra­de imper­vie ver­so l’illusorio oriz­zon­te del­la sto­ria, lì dove anche la fede si smar­ri­sce nel male gra­tui­to e l’umano divie­ne il testi­mo­ne del­la pro­pria fini­tez­za. Del­la fine, fin dal suo tito­lo, è un libro che affon­da le radi­ci nel dolo­re che divo­ra l’essere uma­no, get­ta­to nell’ignoto, sospe­so sull’abisso dell’esistenza in pre­da ai ven­ti ingan­ne­vo­li che lo con­dan­na­no a vaga­re nell’oscura sel­va del­la vita. Con que­sto libro, Fla­vio Ermi­ni ci con­du­ce in un viag­gio nel­la tene­bra, attra­ver­so i nomi che la evo­ca­no, nell’indicibile che ci annien­ta, qua­li esse­ri per la fine, vian­dan­ti per­du­ti nel­la not­te sen­za mat­ti­no.

L’AUTORE
Fla­vio Ermi­ni
(Vero­na, 1947), poe­ta, nar­ra­to­re e sag­gi­sta. Diri­ge dal­la fon­da­zio­ne la rivi­sta di ricer­ca let­te­ra­ria “Ante­rem”. Per Moretti&Vitali cura la col­la­na di sag­gi­sti­ca “Nar­ra­zio­ni del­la cono­scen­za”. Tra le sue ulti­me pub­bli­ca­zio­ni: Poe­ma n.10. Tra pen­sie­ro (2001; edi­to in Fran­cia nel 2007 da Champ Social), Il com­pi­to ter­re­no dei mor­ta­li (2010; edi­to in Fran­cia nel 2012 da Lucie Édi­tions), Il matri­mo­nio del cie­lo con la ter­ra (2010), Il secon­do bene (2012), Esse­re il nemi­co (2013), Ril­ke e la natu­ra dell’oscurità (2015), Il giar­di­no con­te­so (2016). Vive a Vero­na, dove lavo­ra in edi­to­ria.

Flavio Ermini: “Della fine”. Leggi un estratto

La nostra vita è una ter­ra mala­men­te cal­pe­sta­ta e poi rias­se­sta­ta con mez­zi risi­bi­li. La nostra vita è una ter­ra depre­da­ta con meto­do, in atte­sa del­la cala­ta dei nuo­vi raz­zia­to­ri. Una ter­ra dove la spe­ran­za è un car­tel­lo tol­to dal cie­lo e sepol­to sot­to mol­ti stra­ti di mace­rie.
L’essere uma­no non atten­de più la resur­re­zio­ne né altro com­pi­men­to. È la not­te sen­za illu­sio­ne quel­la che qui vie­ne nar­ra­ta. È la sof­fe­ren­za che ritor­na sul con­fi­ne oscil­lan­te tra dolo­re e ango­scia”.

Sca­ri­ca le pri­me due pagi­ne del libro