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Aldo Ferraris: “Dal corpo di Psiche”, leggi e ascolta un estratto

Quan­do la piog­gia mor­mo­ra nuo­ve pre­ghie­re
attra­ver­so le chia­re nava­te del­le mie mani
quan­do le foglie grat­ta­no il gri­gio del­le nuvo­le
inci­den­do fes­su­re azzur­re come feri­te
allo­ra non desi­de­ro che la voce del tuo cor­po
dol­ce come risac­ca di un mare dor­mien­te
non desi­de­ro che il tepo­re del tuo ven­tre
col­mo dei doni di que­sto mio lun­go viag­gio.

Il per­cor­so che inse­guo è quel­lo
del seme, il raspa­re di nuo­ve radi­ci
come rami ai bat­ten­ti del cuo­re.
Il per­cor­so che scen­de nel­le vene e sale
nei tron­chi del respi­ro, pros­si­mo
alla fio­ri­tu­ra di una nasci­ta anti­ca.
La via dove abban­do­na­re la ragio­ne
e rinun­cia­re per sem­pre a se stes­si.

È la piog­gia che sca­va una cul­la in me
per le sta­gio­ni anco­ra da sco­pri­re,
da atten­de­re sul­la soglia del mio cor­po
come ai bor­di di una grot­ta som­mer­sa.
Ma le sta­gio­ni s‘incurvano sin den­tro
un altro desi­de­rio, sen­za l’inganno
del­la quie­te, del ripo­so nel­la ragio­ne.
E già si fa inver­no, dovun­que, copio­so.

Per acqui­sta­re il libro, visi­ta il nostro cata­lo­go

Aldo Ferraris, il mito e la poesia

Con­fron­tar­si con il mito del desi­de­rio e del­la crea­zio­ne, signi­fi­ca immer­ger­si in tema­ti­che che ripor­ta­no alla ripe­ti­ti­vi­tà del­la natu­ra, alla immor­ta­li­tà di un flus­so vita­le che nasce, vive, muo­re e tor­na a vive­re con cir­co­la­re onni­po­ten­za. Signi­fi­ca con­fron­tar­si con il cor­po di Psi­che, con la sua oscu­ra bel­lez­za che illu­mi­na le imma­gi­ni del nostro incon­scio; con Deme­tra, scis­sa nel­le tre for­me di ver­gi­ne, aman­te, madre, rap­pre­sen­ta­te dal­le dee Kore, Per­se­fo­ne, Eca­te. Signi­fi­ca por­ge­re la poe­sia a ser­vi­zio del con­cet­to di com­piu­tez­za crea­tri­ce, raf­fi­gu­ra­ta nel luo­go dove si mani­fe­sta silen­zio­sa­men­te, ma signi­fi­ca anche con­fron­tar­si con il tema del­la fer­ti­li­tà, del­la fem­mi­ni­li­tà, dell’amore, del­la mor­te, con paro­le rac­chiu­se nell’umiltà del­lo stu­po­re.

L’Autore
Aldo Fer­ra­ris
, nato nel 1951 a Nova­ra, risie­de sul­la Costa Fle­grea. Ha pub­bli­ca­to le rac­col­te di poe­sia: La cat­te­dra­le som­mer­sa (Rebel­la­to, Quar­to d’Altino — 1978); Ven­ti­due muta­men­ti dell’I KING (TAM TAM, Muli­no di Baz­za­no — 1987); Man­ti­che (Ante­rem, Vero­na — 1990); Codi­ci (Ante­rem, Vero­na — 1993); Horus, paro­la improv­vi­sa (nell’antologia: 7 poe­ti del Pre­mio Mon­ta­le — Schei­wil­ler, Mila­no — 1993) — qua­le uno dei vin­ci­to­ri del Pre­mio Mon­ta­le nel­la sezio­ne ine­di­ti; Gran­de cor­po (Ante­rem, Vero­na — 1997); Anti­chis­si­ma figlia (La luna, Cupra Marit­ti­ma — 2000 — con una inci­sio­ne di Anto­nio Bat­ti­sti­ni); Aci­ni di piog­gia (Gaze­bo, Firen­ze — 2002); Nul­la sarà per­du­to (Archi­vi del ‘900, Mila­no — 2004 — Pre­mio Anto­nia Poz­zi); Dan­za di nasci­te (Azi­mut, Roma — 2006); Immen­sa crea­tu­ra (Lie­to­col­le, Fal­lop­pio — 2008); L’ospite sul­la soglia (Raf­fael­li, Rimi­ni — 2009); Mol­ti­tu­di­ne (Sigi­smun­dus, Asco­li Pice­no — 2013); Paro­la a me vici­na (Giu­lia­no Ladol­fi Edi­to­re — 2016). E’ pre­sen­te nel­le anto­lo­gie: Poe­ti ita­lia­ni nati dopo il 1950, a cura di A. Spa­to­la (Cer­vo volan­te n. 15/16, 1983); Ante Rem — Scrit­tu­re di fine nove­cen­to (Vero­na, 1998); Così pre­ga­no i poe­ti (San Pao­lo, 2001); Vent’anni di poe­sia. 1982–2002 (Pas­si­gli, 2000; Poe­sia in Pie­mon­te e Val­le d’Aosta (pun­toa­ca­po, 2012); Il fio­re del­la poe­sia ita­lia­na (pun­toa­ca­po, 2016). Suoi testi sono appar­si, tra altre, sul­le rivi­ste: Ante­rem, Ate­lier, Capo­ver­so, Gal­le­ria, Gra­di­va, Hor­tus, La cles­si­dra, La mosca di Mila­no, Le voci del­la luna, Nie­bo.