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Alfonso Lentini, Tre lune in attesa. Presentazione alla Colophonarte di Belluno

Si è svol­ta mer­co­le­dì 28 novem­bre, pres­so la Colo­pho­nar­te di Egi­dio Fio­rin, la pre­sen­ta­zio­ne del libro “Tre lune in atte­sa” di Alfon­so Len­ti­ni, ope­ra vin­ci­tri­ce del­la secon­da edi­zio­ne del Pre­mio Let­te­ra­rio For­me­bre­vi — Sezio­ne “Le for­me del dire”. Ecco a voi alcu­ne imma­gi­ni dell’evento.

Per mag­gio­ri infor­ma­zio­ni sul libro, clic­ca qui.

 

Presentazione del libro “Tre lune in attesa” di Alfonso Lentini

Mer­co­le­dì 28 novem­bre 2018 nel­la sede del­la Colo­pho­nar­te di Egi­dio Fio­rin (via Torricelle,1) dal­le ore 17.30, a cura di Sere­na Dal Bor­go, sarà pre­sen­ta­to il libro “Tre lune in atte­sa” di Alfon­so Len­ti­ni.

È lo sce­na­rio dolo­mi­ti­co il prin­ci­pa­le pro­ta­go­ni­sta del nuo­vo libro di Alfon­so Len­ti­ni, “Tre lune in atte­sa”, vin­ci­to­re del pre­mio let­te­ra­rio For­me­bre­vi e arri­va­to in que­sti gior­ni in libre­ria.

Si trat­ta di un volu­me di pic­co­lo for­ma­to, cin­quan­ta­quat­tro pagi­ne di rac­con­ti bre­vi o bre­vis­si­mi, fra i qua­li risal­ta­no quel­li dedi­ca­ti al pae­sag­gio dolo­mi­ti­co che l’autore, di ori­gi­ne sici­lia­na, ha ormai inte­rio­riz­za­to viven­do da mol­ti anni a Bel­lu­no.

In “Tre lune in atte­sa”, però, non c’è spa­zio per imma­gi­ni da car­to­li­na. Le Dolo­mi­ti di que­sto libro appa­io­no e scom­pa­io­no, diven­ta­no sfon­do di even­ti oni­ri­ci e sur­rea­li, e rap­pre­sen­ta­no una real­tà fria­bi­le, can­gian­te, impren­di­bi­le; sono alle­go­rie “aper­te” che spiaz­za­no il let­to­re e lo pro­iet­ta­no in una dimen­sio­ne visio­na­ria dove il con­fi­ne fra rea­le e irrea­le si fa incer­to. Così pos­sia­mo imbat­ter­ci nel mon­te Ante­lao (“det­to anche il Re”), che vie­ne taglia­to in cubet­ti e tra­spor­ta­to in Afri­ca con un per­cor­so che richia­ma, ma all’incontrario, i flus­si migra­to­ri uma­ni; oppu­re pos­sia­mo leg­ge­re di mon­ta­gne che ven­go­no ucci­se con un solo col­po di pisto­la da un miste­rio­so kil­ler; oppu­re anco­ra ave­re noti­zia del mon­te Pel­mo che, “por­ta­to via in fret­ta e furia da igno­ti” con­ti­nua tut­ta­via ad esse­re visi­bi­le, ma è diven­ta­to “tra­spa­ren­te, come tut­te le cose vere”, sot­to lo sguar­do sor­nio­ne del­le “tre lune” che dan­no tito­lo alla rac­col­ta. E infi­ne: sape­va­te che le cime del mon­te Cri­stal­lo si pos­so­no rag­giun­ge­re a nuo­to?

L’immagine di coper­ti­na, rea­liz­za­ta per For­me­bre­vi dall’artista Enzo Pat­ti

In que­ste sor­pren­den­ti inven­zio­ni nar­ra­ti­ve che par­la­no di mon­ta­gna ma anche di mare, di ambien­ti medi­ter­ra­nei e mol­ti luo­ghi fan­ta­sti­ci, è evi­den­te l’influenza di auto­ri visio­na­ri e irre­go­la­ri, quel­li che ama­no rap­pre­sen­ta­re la real­tà defor­man­do­la e tra­sfor­man­do­la, pri­mo fra tut­ti Dino Buz­za­ti, alla cui valo­riz­za­zio­ne Len­ti­ni si dedi­ca da tem­po.

Nati in gran par­te dal­la col­la­bo­ra­zio­ne con il quo­ti­dia­no di scrit­tu­re onli­ne “Il Cuc­chia­io nell’Orecchio”, i testi rac­col­ti in que­sto libro ten­do­no a sin­to­niz­za­re la scrit­tu­ra con le pul­sa­zio­ni del cor­po, del­la men­te e del respi­ro, con l’intento di libe­rar­la dal­la “gab­bia” del­la pagi­na tra­di­zio­na­le alla ricer­ca di ano­ma­lie, extra­si­sto­li, sbi­lan­cia­men­ti e met­ten­do in cir­co­lo la mas­si­ma liber­tà espres­si­va. Len­ti­ni è infat­ti da sem­pre impe­gna­to in una ricer­ca che spa­zia dal­la scrit­tu­ra alle arti visi­ve pas­san­do attra­ver­so la poe­sia visi­va e la spe­ri­men­ta­zio­ne arti­sti­ca più aper­ta. Fra i suoi libri: “Pic­co­lo inven­ta­rio degli spec­chi” (pre­fa­zio­ne di Anto­nio Castro­nuo­vo, Stam­pa Alter­na­ti­va, 2003), “Un bel­lu­ne­se di Pata­go­nia” (Stam­pa Alter­na­ti­va, 2004), “Cen­to madri” (vin­ci­to­re del pre­mio “Cit­tà di For­lì”, post­fa­zio­ne di Pao­lo Ruf­fil­li, Foschi, 2009), “Lumi­no­sa signo­ra” (post­fa­zio­ne di Anto­nio Pane, Pagliai 2011), “Ille­ga­li vene” (pre­fa­zio­ne di Euge­nio Lucre­zi, Eureka/Edizioni, 2015).

Premio letterario Formebrevi — Seconda Edizione. Le immagini della premiazione

Sera­ta pie­na di entu­sia­smo, letu­re ed emo­zio­ni quel­la che si è tenu­ta alla sala degli ora­to­ri di palaz­zo Mon­ca­da a Cal­ta­nis­set­ta, in occa­sio­ne del­la ceri­mo­nia di pre­mia­zio­ne del­la secon­da edi­zio­ne del Pre­mio Let­te­ra­rio For­me­bre­vi. Alla ceri­mo­nia era­no pre­sen­ti gli auto­ri pre­mia­ti, Maria Lo Con­ti, Elia­na Ior­fi­da e Alfon­so Len­ti­ni, l’assessore alla Crea­ti­vi­tà e Par­te­ci­pa­zio­ne del Comu­ne di Cal­ta­nis­set­ta, Arch. Pasqua­le Tor­na­to­re, i ragaz­zi dell’Associazione “Tra le righe” e i par­te­ci­pan­ti alla pri­ma gior­na­ta di for­ma­zio­ne incen­tra­ta su let­tu­ra e scrit­tu­ra crea­ti­va, tenu­ta­si gior­no 26 otto­bre nel­lo stes­so luo­go. Il pub­bli­co ha par­te­ci­pa­to atti­va­men­te alla pre­mia­zio­ne, dan­do vita a momen­ti di inte­ra­zio­ne e dia­lo­go con gli auto­ri e facen­do emer­ge­re l’importanza del­la let­tu­ra qua­le stru­men­to di cre­sci­ta cul­tu­ra­le e socia­le.
Ecco alcu­ne imma­gi­ni del­la pre­mia­zio­ne.

Le Forme della Parola” — Caltanissetta, 26 e 27 ottobre

L’Associazione di pro­mo­zio­ne socia­le For­me­bre­vi, con il patro­ci­nio del Comu­ne di Cal­ta­nis­set­ta, orga­niz­za per i gior­ni 26 e 27 otto­bre l’iniziativa deno­mi­na­ta “Le for­me del­la paro­la”. L’evento ha lo sco­po di pro­muo­ve­re la cul­tu­ra e valo­riz­za­re il ruo­lo del libro qua­le stru­men­to di cono­scen­za e di aper­tu­ra al mon­do e alla diver­si­tà, attra­ver­so una rifles­sio­ne sul­la paro­la qua­le vei­co­lo per inne­sca­re mec­ca­ni­smi di pen­sie­ro e di cre­sci­ta socia­le. Gli incon­tri si svol­ge­ran­no dal­le ore 17 alle ore 19:30 pres­so la sala degli ora­to­ri di Palaz­zo Mon­ca­da — Lar­go Bari­le n. 5 e saran­no incen­tra­ti sull’analisi e la let­tu­ra cri­ti­ca di alcu­ni testi di let­te­ra­tu­ra con­tem­po­ra­nea. I par­te­ci­pan­ti saran­no invi­ta­ti a fami­lia­riz­za­re con diver­si model­li di let­tu­ra e orien­ta­ti alla cono­scen­za del­le prin­ci­pa­li tec­ni­che del­la scrit­tu­ra crea­ti­va; nell’incontro del 27 otto­bre, avran­no la pos­si­bi­li­tà di dia­lo­ga­re con gli scrit­to­ri vin­ci­to­ri del­la secon­da edi­zio­ne del Pre­mio Let­te­ra­rio For­me­bre­vi: Maria Lo Con­ti (San­ta Tere­sa di Riva), Elia­na Ior­fi­da (Sove­ra­to) e Alfon­so Len­ti­ni (Bel­lu­no). L’iniziativa è gra­tui­ta. Agli stu­den­ti che si iscri­ve­ran­no e par­te­ci­pe­ran­no alle gior­na­te for­ma­ti­ve ver­rà rila­scia­to un atte­sta­to di fre­quen­za. Per info e iscri­zio­ni: https://www.formebrevi.it/scrittura

Premio Letterario Formebrevi: scelti i nomi dei vincitori della seconda edizione

La giu­ria del Pre­mio Let­te­ra­rio For­me­bre­vi, giun­to alla sua secon­da edi­zio­ne, pro­mos­so dall’Associazione di Pro­mo­zio­ne Socia­le For­me­bre­vi di Cal­ta­nis­set­ta, annun­cia i nomi dei vin­ci­to­ri: Maria Lo Con­ti, con Addo­me­sti­ca­re le bestie  per la sezio­ne “Poe­sia”, Elia­na Ior­fi­da con La sca­to­la dei ricor­di per la sezio­ne “Pro­sa”, Alfon­so Len­ti­ni con Tre lune in atte­sa per la sezio­ne “Le for­me del dire”.
Il Pre­mio Let­te­ra­rio For­me­bre­vi rap­pre­sen­ta un momen­to di gran­de impor­tan­za nel pro­ces­so di pro­mo­zio­ne del­le scrit­tu­re di ricer­ca avvia­to dall’Associazione For­me­bre­vi sin dal­la sua costi­tu­zio­ne. Le ope­re vin­ci­tri­ci del­la secon­da edi­zio­ne del Pre­mio e le moti­va­zio­ni del­la giu­ria saran­no pre­sen­ta­te nel cor­so del­la ceri­mo­nia di pre­mia­zio­ne che si ter­rà a Cal­ta­nis­set­ta il gior­no 27 otto­bre 2018.

Premio Letterario Formebrevi, scelta la rosa dei finalisti

La giu­ria del Pre­mio Let­te­ra­rio For­me­bre­vi – Secon­da Edi­zio­ne ha sele­zio­na­to la rosa dei fina­li­sti per le tre sezio­ni: Poe­sia, Pro­sa, Le For­me del Dire.

A com­pe­te­re per la sezio­ne Poe­sia le ope­re “Addo­me­sti­ca­re le bestie” di Maria Lo Con­ti, “Zoè” di Isa­bel­la Moret­ti e “Due dena­ri per il viag­gio” di Ales­san­dro Sil­va.

Fina­li­ste per la sezio­ne Pro­sa le ope­re “Rac­con­ti in came­ra da let­to” di Van­na Gaspa­ri­ni, “La sca­to­la dei ricor­di” di Elia­na Ior­fi­da e “Con­ven­to a favo­re” di Lan­fran­co Schuh­mann.

Per la sezio­ne Le For­me del Dire sono sta­te sele­zio­na­te “In apnea” di Cin­zia Dezi, “Tre lune in atte­sa” di Alfon­so Len­ti­ni, “Spet­ta­co­li del Mare” di Pao­la Righet­ti.

I vin­ci­to­ri del­le sin­go­le sezio­ni del­la secon­da edi­zio­ne del Pre­mio Let­te­ra­rio For­me­bre­vi saran­no resi noti il 30 luglio 2018 e pre­mia­ti a Cal­ta­nis­set­ta nel mese di otto­bre 2018. L’Organizzazione del Pre­mio rin­gra­zia sin d’ora tut­ti i par­te­ci­pan­ti per la qua­li­tà del­le ope­re per­ve­nu­te.

Alessandro Ghignoli, Lenta strana cosa

Len­ta Stra­na Cosa di Ales­san­dro Ghi­gno­li è la dodi­ce­si­ma ope­ra pub­bli­ca­ta dall’Associazione For­me­bre­vi nel suo pro­get­to di ricer­ca del­le qua­li­tà let­te­ra­rie non con­ven­zio­na­li che pren­de il nome di For­me­bre­vi Edi­zio­ni.

In que­sta sua ope­ra l’autore ci pre­sen­ta una scrit­tu­ra in pro­sa che cat­tu­ra la mol­te­pli­ci­tà del dive­ni­re, la plu­ra­li­tà che voci che abi­ta il per­so­nag­gio e le sue rap­pre­sen­ta­zio­ni, l’altro-da-sé che si con­cre­tiz­za nel­le rela­zio­ni tra i mol­te­pli­ci logos del­la for­ma dia­lo­gi­ca. Ma non è la logi­ca linea­re a det­ta­re il sus­se­guir­si degli even­ti, ma una cir­co­la­ri­tà com­ples­sa che ci invi­ta ad osser­va­re le cose da pun­ti di vista dif­fe­ren­ti, a par­ti­re da noi stes­si qua­li sog­get­ti che osser­va­no, per arri­va­re a noi stes­si qua­li ogget­to dell’osservazione: come un sogno che si ripe­te, sem­pre lo stes­so, un epi­lo­go già vis­su­to e cono­sciu­to, eter­na repli­ca mai con­su­ma­ta.

Scri­ve l’autore:  «Non cre­do nel­la sto­ria, nel flui­re linea­re degli acca­di­men­ti, nel loro svol­ger­si natu­ra­le, nell’azione con­ca­te­na­ta, nei gesti che nasco­no da altri gesti. Ho sem­pre pen­sa­to che il vive­re non sia una nar­ra­ti­va, ma un sus­se­guir­si di pia­ni su pia­ni su pia­ni sovrap­po­sti, for­se così andreb­be let­to Len­ta stra­na cosa. Non è un roman­zo su di me, non è me, è tut­ti gli altri me, i per­so­nag­gi che abi­ta­no il per­so­nag­gio, il loro discor­re­re, il loro scor­re­re tra pen­sie­ri e inciam­pi e paro­le lascia­te al let­to­re, e quel­le non scrit­te, mai det­te, lascia­te al let­to­re, lascia­te tra ‘Pro­lo­go’ ed ‘Epi­lo­go’; in quel­lo spa­zio, che man­ca ed è, altri pia­ni altri dire. Lì, c’è la scrit­tu­ra, se di scri­ve­re si trat­ta, se scri­ve­re è rico­strui­re il mon­do nei mon­di, con le paro­le oltre ogni anco­ra».

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L’autore

Ales­san­dro Ghi­gno­li (Pesa­ro 1967), ha pub­bli­ca­to in pro­sa Silen­zio ros­so (2003) e in poe­sia La pros­si­ma impron­ta (1999), Fabu­lo­si par­la­ri (2006), Ama­ro­re (2009) Pre­mio Loren­zo Mon­ta­no 2010, La tra­smu­tan­za (2014) e diver­se mono­gra­fie sul­la let­te­ra­tu­ra e sul­la tra­du­zio­ne, ricor­dia­mo Un diá­lo­go trans­poé­ti­co. Con­fluen­cias entre poe­sía españo­la e ita­lia­na (1939–1989) (2009), La comu­ni­ca­zio­ne in poe­sia. Aspet­ti com­pa­ra­ti­vi nel Nove­cen­to spa­gno­lo (2013), La pala­bra ilu­sa. Trans­co­di­fi­ca­cio­nes de van­guar­dia en Ita­lia (2014). Ha cura­to e tra­dot­to volu­mi di poe­ti spa­gno­li e ispa­noa­me­ri­ca­ni, tra i qua­li José Hier­ro, Luis Gar­cía Mon­te­ro, Juan Gel­man e Hugo Muji­ca. Col­la­bo­ra con rivi­ste acca­de­mi­che, ed è docen­te uni­ver­si­ta­rio.

Per acqui­sta­re il libro, visi­ta la pagi­na dedi­ca­ta.

 

Annina Tragicomica a “Letti di Notte”

Gio­ve­dì 21 giu­gno dal­le ore 19:00 si svol­ge­rà a Brac­cia­no la ras­se­gna “Let­ti di Not­te”. In occa­sio­ne dell’evento, orga­niz­za­to dall’Associazione Cul­tu­ra­le Lapu­ta, la nostra Vivia­na Sca­rin­ci leg­ge­rà alcu­ni bra­ni trat­ti da “Anni­na Tra­gi­co­mi­ca”.
L’Associazione For­me­bre­vi invi­ta tut­ti gli ami­ci che si tro­va­no nel­le vici­nan­ze a par­te­ci­pa­re nume­ro­si.
Buo­na let­tu­ra!
Letti di notte

Formebrevi parla francese

For­me­bre­vi par­la fran­ce­se!
È da poco usci­ta un’intervista a Gio­van­ni Dumi­nu­co su La Biblio­thè­que ita­lien­ne, un pro­get­to incen­tra­to sul­la pro­du­zio­ne let­te­ra­ria ita­lia­na moder­na e con­tem­po­ra­nea.
Il pro­get­to, coor­di­na­to da Ges­si­ca Fran­co Car­le­ve­ro, vuo­le esse­re un osser­va­to­rio col­let­ti­vo sul­la let­te­ra­tu­ra ita­lia­na, un pun­to di rife­ri­men­to per gli aman­ti del­la let­te­ra­tu­ra e una risor­sa per inse­gnan­ti e gli stu­den­ti di ita­lia­no.
Acco­glia­mo con gran­de pia­ce­re que­sto even­to, a dimo­stra­zio­ne del nostro impe­gno quo­ti­dia­no per dif­fon­de­re la let­te­ra­tu­ra di qua­li­tà ad un pub­bli­co sem­pre più inte­res­sa­to e loca­liz­za­to in ogni par­te del mon­do.

Per leg­ge­re (in fran­ce­se) il testo dell’articolo, clic­ca qui.

Vito Giuliana, Rosso colore di rosa carnale

La poe­sia è stru­men­to di paro­la. Paro­la che indu­ce ad apri­re, sca­va­re den­tro le cose, nel loro rive­lar­si al poe­ta attra­ver­so il suo dire; paro­la che è alte­ri­tà, for­ma e muta­men­to, aper­tu­ra che rive­la. Ros­so colo­re di rosa car­na­le è un viag­gio attra­ver­so la paro­la nel suo far­si muta­men­to, a par­ti­re dal nome che segna dal prin­ci­pio il pro­ce­de­re del­la scrit­tu­ra: è il tem­po che scor­re la sostan­za che per­mea l’opera di Giu­lia­na, l’inesorabile muta­re, nel ten­ta­ti­vo del­la paro­la di acce­de­re all’immagine dischiu­sa, tra i det­ta­gli del­la mate­ria che il poe­ta rie­la­bo­ra nel­la fun­zio­ne dell’agire liri­co. Già a par­ti­re dal tito­lo dell’opera, un ende­ca­sil­la­bo per­fet­to, il poe­ta invi­ta il let­to­re ad adden­trar­si in un uni­ver­so solo appa­ren­te­men­te costrui­to in pro­sa, una dire che invo­ca ed esplo­ra le for­me del­la poe­sia. Da diver­so tem­po, con il pro­get­to edi­to­ria­le For­me­bre­vi abbia­mo avvia­to un per­cor­so di ricer­ca di quel­le che ci pia­ce chia­ma­re scrit­tu­re non con­ven­zio­na­li, pro­prio per­ché non il linea con il sen­ti­re comu­ne: non è il con­te­ni­to­re a fare il con­te­nu­to; è del dire poe­ti­co che biso­gna par­la­re, quan­do si par­la di poe­sia, al di là dal­la for­ma che que­sto assu­me, e con la sua ope­ra Giu­lia­na incar­na pie­na­men­te que­sto con­cet­to, alter­nan­do all’immagine sta­ti­ca del­la pro­sa la dimen­sio­ne del ver­so poe­ti­co, a par­ti­re dal­le rime inter­ne, in un gio­co di riman­di e incro­ci, suo­ni e rit­mi del­la ver­si­f­ca­zio­ne, un anda­re oltre che il poe­ta rive­la, al di là del fsso e immu­ta­bi­le cri­stal­liz­zar­si nel­la for­ma, in un elo­gio del can­to di un io liri­co aper­to al disve­la­men­to. Ci pia­ce pen­sa­re all’opera di Vito Giu­lia­na come a una cele­bra­zio­ne del­la paro­la poe­ti­ca nel suo vestir­si di pro­sa, poe­sia che è lì nel bloc­co geo­me­tri­co del testo che s’agita al rumo­re del­le imma­gi­ni, a vole­re sve­glia­re il son­no pro­fon­do del­la musa, invo­ca­ta e ama­ta, paro­la che descri­ve una for­ma in dive­ni­re, nel suo far­si altro dall’immobile: «nell’ondeggiare, nel tuo muto can­ta­re, nel ven­to pet­ti­na­re su fon­da auro­ra di foglie, sul conf­ne d’un blu che pre­lu­de alla not­te». È nel­la pos­si­bi­li­tà del­la paro­la di rac­co­glie­re tale cam­bia­men­to che il poe­ta rin­vie­ne il nucleo del­la poe­sia, la sua instan­ca­bi­le lita­nia, il  muta­re del­le cose in un «nero not­tur­no di spi­ne».
Paro­la che ci invi­ta a riflet­te­re, adden­trar­ci tra le pos­si­bi­li­tà che ogni pen­sie­ro o ricor­do pro­du­ce.

(Dal­la post­fa­zio­ne al libro, a cura di Gio­van­ni Dumi­nu­co)

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L’autore

Vito Giu­lia­na nasce a Cam­po­bel­lo di Lica­ta (AG) nel 1952. Si lau­rea in let­te­re moder­ne all’Università di Pavia. Dal 1960 vive a Vige­va­no,  dove ha inse­gna­to mate­rie let­te­ra­rie in un isti­tu­to tec­ni­co. E’ sta­to redat­to­re del­la rivi­sta di ricer­ca let­te­ra­ria Ante­rem di Vero­na. Ha pub­bli­ca­to testi di poe­sia e di pro­sa poe­ti­ca sul­le seguen­ti rivi­ste: Alfa­be­ta, Tem­po sen­si­bi­le, Alla bot­te­ga, Sche­ma, Ante­rem. Suoi testi sono usci­ti in diver­se anto­lo­gie. Ha pub­bli­ca­to i volu­mi Atlan­te (Cor­po 10, Mila­no, 1990), Di altre geo­gra­fie (Ante­rem, Vero­na, 1990), Cata­lo­go (Ante­rem, Vero­na, 1992), Luna­rio (El bagatt, Ber­ga­mo, 1993); Mira­bi­lia (Man­ni, Lec­ce, 2000); Sta­ti in luo­go (Book, Bolo­gna, 2000); Paro­li a lu vien­tu  (Edi­zio­ni Isti­tu­to di Cul­tu­ra Popo­la­re, Cian­cia­na, 2004); La fui­ti­na (Micron Edi­tri­ce, Vige­va­no 2006).

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Presentazione dei “Pupazzi di Pioggia” alla biblioteca comunale di Ostuni

Il roman­zo Pupaz­zi di Piog­gia di Bar­to­lo Angla­ni  è sta­to pre­sen­ta­to vener­dì 23 feb­bra­io alle ore 17.30 pres­so l’Auditorium del­la Biblio­te­ca Comu­na­le di Ostu­ni. L’incontro, pro­mos­so dall’Università del­le Tre Età, rien­tra nel Pro­get­to ‘Atten­zio­ne alla Cit­tà‘, fina­liz­za­to alla valo­riz­za­zio­ne di Ostu­ni non solo come comu­ni­tà atten­ta e avi­da con­su­ma­tri­ce di libri, ma anche come patria di auto­ri di libri.
Il Prof. Bar­to­lo Angla­ni è sta­to docen­te di Let­te­ra­tu­re Com­pa­ra­te pres­so l’Università di Bari e in tale veste ha pub­bli­ca­to nume­ro­si volu­mi e sag­gi. Per tut­ta la vita ha col­ti­va­to la scrit­tu­ra let­te­ra­ria e scrit­to e man­da­to in sce­na due com­me­die.
Duran­te l’incontro sono sta­ti let­ti e can­ta­ti alcu­ni bra­ni trat­ti dall’opera, a cura del­la Prof.ssa Anto­nel­la Coluc­ci e di Fran­co Soz­zi.
Per mag­gio­ri infor­ma­zio­ni sul libro e sull’autore, clic­ca qui.

Rife­ri­men­ti: unitreostuni.it

Alcu­ne imma­gi­ni del­la pre­sen­ta­zio­ne:

 

Presentazione del libro “Annina Tragicomica” a Campagnano di Roma

Saba­to 13 gen­na­io alle ore 17:30, pres­so la sala con­fe­ren­ze del Polo Cul­tu­ra­le comu­na­le di Palaz­zo Ven­tu­ri del Comu­ne di Cam­pa­gna­no di Roma, si ter­rà la pre­sen­ta­zio­ne di Anni­na Tra­gi­co­mi­ca di Vivia­na Sca­rin­ci. Si trat­ta di un momen­to di gran­de impor­tan­za per il pro­get­to edi­to­ria­le pro­mos­so da For­me­bre­vi, nel­lo spi­ri­to di una più ampia dif­fu­sio­ne cul­tu­ra­le in siner­gia con le isti­tu­zio­ni e gli ope­ra­to­ri loca­li, pre­stan­do la voce del libro per atti­va­re momen­ti di infor­ma­zio­ne, for­ma­zio­ne e par­te­ci­pa­zio­ne atti­va. Duran­te la sera­ta l’autrice Vivia­na Sca­rin­ci, insie­me alla cura­tri­ce dell’opera Anna Maria Cur­ci e all’Assessore alla Cul­tu­ra del Comu­ne di Cam­pa­gna­no Gio­van­na Maria­ni, dia­lo­ghe­ran­no intor­no ai temi del libro. Saran­no pre­sen­ti il Sin­da­co del Comu­ne di Cam­pa­gna­no, Ful­vio Fio­rel­li e il diret­to­re del­la biblio­te­ca Comu­na­le Dio­ni­sio Moret­ti. Tut­to lo staff di For­me­bre­vi desi­de­ra rin­gra­zia­re l’amministrazione comu­na­le del Comu­ne di Cam­pa­gna­no di Roma per aver reso pos­si­bi­le l’organizzazione dell’evento e l’Associazione Libel­lu­la di Mor­lu­po per la con­ti­nua e frut­tuo­sa col­la­bo­ra­zio­ne.
In occa­sio­ne dell’evento di gior­no 13 gen­na­io, da oggi e per tut­ta la set­ti­ma­na, sarà pos­si­bi­le acqui­sta­re Anni­na Tra­gi­co­mi­ca diret­ta­men­te dal sito formebrevi.it ad un prez­zo spe­cia­le.