Danilo Cannizzaro vince la terza edizione del Premio Letterario Formebrevi

La Giuria del Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi ha selezion­a­to l’opera vincitrice del­la terza edi­zione: “L’at­toni­to Ottavio”, di Dani­lo Can­niz­zaro, per la qual­ità let­ter­aria e la ricer­ca lin­guis­ti­ca. Una scrit­tura vision­ar­ia e mul­ti­forme che riesce a cogliere, con lucidis­si­mo sguar­do, le trame nascoste e spes­so indi­ci­bili del­l’an­i­mo umano. Il Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi rap­p­re­sen­ta un momen­to di grande impor­tan­za nel proces­so di pro­mozione delle scrit­ture di ricer­ca avvi­a­to da diver­si anni dal­l’As­so­ci­azione Forme­bre­vi. L’opera vincitrice del­la terza edi­zione e le moti­vazioni del­la giuria saran­no pre­sen­tate nel cor­so del­la cer­i­mo­nia di pre­mi­azione che si ter­rà a Cal­tanis­set­ta nel mese di gen­naio 2020. L’organizzazione e la giuria del Pre­mio Let­ter­ario ringraziano tut­ti i parte­ci­pan­ti inter­venu­ti.

Sinos­si del­l’­opera:
“L’at­toni­to Ottavio” è una sil­loge ele­gia­ca di rif­les­sioni, fat­ti, ritrat­ti, sen­ti­men­ti riguardan­ti una Sicil­ia del­l’an­i­ma. Sicil­ia per­son­ale, inti­ma e col­let­ti­va nel­lo stes­so tem­po, visu­al­iz­za­ta attra­ver­so la defor­mazione grottesca che coglie, e resti­tu­isce al let­tore una vision­ar­ia fisiono­mia baroc­ca.
Ne ven­gono fuori quin­di acquarel­li che riv­e­lano mirag­gi scher­zosi sof­fusi di iron­i­ca mal­in­co­nia, schizzi fret­tolosi e più com­piu­ti stu­di degli enig­mi del­la con­dizione umana vista tra com­pos­ite rap­p­re­sen­tazioni oscil­lan­ti dal comi­co al fan­tas­ti­co, dal­lo stori­co e filosofi­co all’apol­o­go, dal­l’in­vet­ti­va becera alla parte­ci­pa­ta tes­ti­mo­ni­an­za d’u­na età e d’u­na cul­tura non anco­ra del tut­to defunte, così come la memo­ria vor­rebbe preser­var­le dal­la vorac­ità del divenire.

L’au­tore:
Dani­lo Can­niz­zaro, vive e lavo­ra in Sicil­ia. Pre­mi­a­to e seg­nala­to in numerosi con­cor­si let­ter­ari, ha pub­bli­ca­to le seguen­ti opere: “Una al giorno” (Beta, 1989), “I fan­tas­mi dei sog­ni inter­rot­ti” (Mon­tag, 2016), “Carminei­de” (Lau­ra Capone, 2017), “Paton­sei­de” (Il leg­gio – Libre­ria Editrice, 2018)

Note:

[…] pri­ma di ogni altra cosa la dirompente espres­siv­ità lin­guis­ti­ca: costruzioni sin­tat­tiche ardite, parole del­la tradizione, arcais­mi incon­sueti, neol­o­gis­mi affol­lano le pagine tenute in bil­i­co tra i due estre­mi del­la lin­gua iper­col­ta del­la voce nar­rante e quel­la iper­popo­lare […] per gener­are sicuri effet­ti comi­ci […] La lin­gua di Can­niz­zaro non serve a rac­con­tare, ma a illu­minare le cose, a trasfig­u­rar­le, a cor­romper­le, a goderne, o a sof­frirne. (Loredana Salis)

[…] Una promes­sa per l’editoria. (Sil­vana Per­ot­ti)

[…] una capac­ità davvero non comune. (Oliviero La Stel­la)

[…] In realtà è uno scrit­tore arguto e pro­fon­do (agget­tivi che ben di rado pos­sono coni­u­gar­si sen­za par­lare a spropos­i­to), un artista eclet­ti­co capace di pas­sare dal­la poe­sia alla farsa, facen­do tap­pa qua e là, su roman­ti­co, intimisti­co e dram­mati­co. Insom­ma, è uno di quel­li che san­no sus­citare emozioni. (Patrizio Pacioni)

Ci sono motivi, otti­mi, per non leg­gere le opere di Cos­tui: sono offen­sive; sono immorali; non sono serie; sono cat­tive, sar­cas­tiche fino alla triv­i­al­ità, fero­ci; sono impopo­lari; sono addirit­tura – se non bas­tasse anco­ra – “politi­ca­mente scor­rette”. E poi pos­sono creare nemi­ci, oltre che far venire le rughe. E vi spieghi­amo anche per­ché. Sono offen­sive, poiché riferiscono molto a propos­i­to degli enig­mi del­la con­dizione umana: par­lano degli uomi­ni (e delle donne, va da sé). Ne dicono parec­chio, di gente reale, esistente (come potreb­bero non offend­er­si, in molti?). Sono immorali, per il moti­vo che mostra­no “ver­gogne”. La cosa peg­giore è che lo fan­no in modo diver­tente, tan­to diver­tente che, alla fine, si ha la sen­sazione che molte pagine resti­no appic­ci­cate addos­so. Non sono serie, di cer­to, vis­to che non pos­sono sod­dis­fare il gus­to del let­tore super­fi­ciale. Sono cat­tive, sar­cas­tiche fino alla triv­i­al­ità, fero­ci: rompono le ossa, dis­trug­gono le cose e la lin­gua persi­no, medi­ante suoni e col­ori che sug­geriscono, insin­u­an­ti, l’inquietudine metafisi­ca, nos­tal­gie, l’invettiva becera e (ser­peg­giante tra le pagine), la tris­tez­za. Nascos­ta tra bor­date di vir­tu­o­sis­mo. Una tris­tez­za vastis­si­ma, inter­minabile, ardente. Sono impopo­lari: non sono suf­fi­cien­te­mente medioc­ri e non pos­seg­gono l’efficacia sicu­ra dei luoghi comu­ni che affratel­lano, con­for­t­ano, ras­si­cu­ra­no. Piut­tosto con­fon­dono, tur­bano, essendo questi rac­con­ti, anche loro, “diver­si”. Sono scor­rette: costringono il let­tore a vedere le cose da un pun­to di vista che non avrebbe scel­to da solo, in autono­mia e lib­ertà. Fan­no venire le rughe, infine, giac­ché molto fan­no sor­rid­ere. E rid­ere. Den­tro, soprat­tut­to. (La Sicil­ia – 3 novem­bre 2016).

Sotto l’ombra, di Lorenzo Somelli

Dal­la pre­fazione, a cura di Gian­car­lo Alfano.

La poe­sia di Loren­zo Somel­li è, si direbbe, poe­sia sit­u­a­ta. Geografi­ca­mente sit­u­a­ta, innanz­i­tut­to. E stori­ca­mente sit­u­a­ta. Ma soprat­tut­to sin­go­lar­mente sit­u­a­ta.
Quan­to alla dimen­sione spaziale, Sot­to l’ombra pre­sen­ta al let­tore una rasseg­na di luoghi qua­si fisi­ca­mente pre­sen­ti, che sem­bra di riconoscere per aria di famil­iar­ità. Cer­to, non ci sono prove tes­tu­ali che la «piaz­za» da cui svet­ta «l’obelisco, altissi­mo» sia san Domeni­co o il Gesù, e nul­la con­fer­ma che la «cit­tà spos­sa­ta»
dall’«afa fer­ma» sia Napoli, ma l’insistenza geografi­ca del­la realtà parteno­pea, con la vic­i­na pre­sen­za del mare e l’affollamento delle strade durante il Natale, e sem­mai anche le espo­sizioni di Kounel­lis, e comunque la sua tipi­ca den­sità sen­so­ri­ale, soprat­tut­to acus­ti­ca, per­me­tte di col­lo­care men­tal­mente i com­pon­i­men­ti di Somel­li, pri­ma anco­ra che i quat­tro testi in napo­le­tano cer­ti­fichi­no la pre­sen­za del­la cit­tà anche al liv­el­lo lin­guis­ti­co, o che l’apparizione del­la topono­mas­ti­ca ne cir­co­scri­va l’ambientazione («dai Tri­bunali a Mon­te­san­to a pie­di», p. 86).
Ma
Sot­to l’ombra è sit­u­a­to anche dal pun­to di vista stori­co, giac­ché i com­pon­i­men­ti sono cir­co­scrit­ti den­tro l’arco del­la vita del poeta, con l’apparizione fugace dei «gio­cat­toli» (anzi dei loro
«occhi») infan­tili (
L’amore che sai) o del «nascondi­no» (Sonet­to muto), con un rifer­i­men­to al «mil­len­ove­cen­tot­tanta­c­inque» di un det­taglio umano a mar­gine di un effer­a­to caso di cronaca (L’opera di mis­eri­cor­dia), con il richi­amo ai «ven­ti anni» del­la vita gon­fia di sé, con il testo di anniver­sario in cui si cel­e­bra­no i (pro­pri) Quar­an­ta (anni) di fronte alla Sto­ria del potere e del­la sof­feren­za altrui.
Ed è qui che si pone il ter­zo e più pro­fon­do liv­el­lo del­la situ­azione di Sot­to l’ombra. Che è quel­lo in cui il pre­sente (ram­mem­o­ra­to o ri-vis­su­to) diven­ta istan­za poet­i­ca, for­ma stes­sa del­la poe­sia. L’evidenza appare mas­si­ma quan­do il tema è eroti­co, con il dominio cav­al­can­tiano (la citazione di Don­na me pre­ga: «Vien da vedu­ta for­ma» in Le not­ti severe) o dan­tesco delle ‘pet­rose’ (La stan­za com­i­ca, sfrontata­mente ded­i­ca­ta all’Alighieri), ma non si faticherebbe a trovare trac­cia di ques­ta spin­ta del pre­sente come situ­azione del sogget­to poet­i­co anche in com­pon­i­men­ti più ‘descrit­tivi’: il Natale in cit­tà, o una visione met­ro­pol­i­tana o la memo­ria di un’ebrezza esti­va.
Di qui la duplice ten­den­za met­ri­ca del­la poe­sia di Somel­li: che da una parte indulge a forme aperte, sem­mai con ver­si bre­vi che tagliano rapi­di il det­ta­to; men­tre dall’altra fre­quen­ta in maniera insis­ti­ta il sonet­to, var­ian­done, cer­to, in più modi la dis­po­sizione dei ver­si ma comunque corteggian­done l’ideale ‘chiusura’ for­male.
L’istanza del pre­sente si riv­ela insom­ma una for­ma di resisten­za almeno quan­to è una espres­sione di risen­ti­men­to, nell’epoca in cui l’io del poeta (qualunque poeta) per pot­er­si dire deve fron­teggia­re i flus­si (a par­tire dal flux de con­ner­ie del mon­do comu­nica­ti­vo), sapen­do però di essere a pro­pria vol­ta flu­i­do, se non evanes­cente. La doppia evo­cazione di Rim­baud affi­an­co a Goz­zano è forse la per­fet­ta sin­te­si di una poe­sia tan­to con­sapev­ole quan­to ani­ma­ta da una urgen­za che vuole essere-pre­sente. E che in questo modo riesce a far­si mem­o­ra­bile anche per il let­tore.

L’au­tore
Loren­zo Somel­li
(Napoli, 1974), inseg­nante, pro­mo­tore del­la let­tura. Dot­tore di ricer­ca in Filolo­gia mod­er­na, ha col­lab­o­ra­to con la “Riv­ista di Stu­di Dan­teschi” dal 2001 al 2005. Ha scrit­to su Dante, su Gior­gio Caproni, su San­dro Pen­na.

Per acquistare il libro, visi­ta la pag­i­na ded­i­ca­ta.

Premio Letterario Formebrevi 2019: iscrizioni in scadenza

REGOLAMENTO

 

1. Il Pre­mio
L’Associazione Forme­bre­vi orga­niz­za e indice il Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi, giun­to alla sua terza edi­zione. Il Pre­mio è arti­co­la­to in un’u­ni­ca sezione ed è dis­ci­plina­to dal pre­sente rego­la­men­to.

2. Modal­ità e ter­mi­ni di parte­ci­pazione
Per parte­ci­pare alla terza edi­zione del Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi occorre inviare un’opera inedi­ta in prosa (nel­la for­ma di roman­zo, rac­con­to o sag­gio) a tema libero, anche in rac­col­ta, in lin­gua ital­iana, mai pre­mi­a­ta in altri con­cor­si let­ter­ari. Non è pre­vis­to alcun lim­ite di lunghez­za.

La parte­ci­pazione al Pre­mio è aper­ta a tut­ti col­oro che abbiano com­pi­u­to il diciottes­i­mo anno di età. Le opere, corre­date dal­la sche­da di iscrizione e dal­la rice­vu­ta del ver­sa­men­to, van­no invi­ate uni­ca­mente a mez­zo e‑mail, entro la mez­zan­otte del 31 agos­to 2019 all’ind­i­riz­zo premio@formebrevi.it (in for­ma­to testo o pdf). Ogni con­cor­rente potrà parte­ci­pare con una sola opera. La quo­ta di iscrizione per la parte­ci­pazione al Pre­mio è fis­sa­ta in € 10, da ver­sare:

> a mez­zo bonifi­co ban­car­io intes­ta­to all’Asso­ci­azione Forme­bre­vi
Codice IBAN IT56S0521616700000008923102 | Causale: Pre­mio let­ter­ario;
> con car­ta di cred­i­to o Pay­Pal, diret­ta­mente dal pul­sante sot­tostante

 

Gli iscrit­ti all’Associazione Forme­bre­vi per l’anno in cor­so potran­no parte­ci­pare gra­tuita­mente.

3. Giuria e Pre­mio
La giuria è com­pos­ta dal­la redazione e dal grup­po di let­tura dell’Associazione Forme­bre­vi. Il giudizio del­la giuria è insin­da­ca­bile e inap­pella­bile; ad essa spet­ta pro­nun­cia­r­si sui casi con­tro­ver­si e su quan­to non espres­sa­mente pre­vis­to dal pre­sente rego­la­men­to. Le deci­sioni del­la Giuria saran­no rese note entro il mese di otto­bre 2019. Le moti­vazioni sul­la scelta dell’opera vincitrice saran­no esposte nel cor­so del­la cer­i­mo­nia di pre­mi­azione che avrà luo­go a Cal­tanis­set­ta nel mese di dicem­bre 2019. La giuria si ris­er­va la pos­si­bil­ità di seg­nalare e pre­mi­are con ulte­ri­ori riconosci­men­ti gli autori meritevoli di men­zione, così come di non asseg­nare il pre­mio qualo­ra le opere per­venute non rispet­ti­no i req­ui­si­ti richi­esti. Il giudizio del­la giuria è insin­da­ca­bile e nes­suna sche­da di val­u­tazione ver­rà redat­ta per le opere non final­iste.

PREMIO: Il vinci­tore del­la terza edi­zione del Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi ricev­erà in pre­mio la pub­bli­cazione del­l’­opera in for­ma­to car­taceo nel­la col­lana Le Forme del dire di Forme­bre­vi Edi­zioni e n. 50 copie del libro. L’au­tore pre­mi­a­to firmerà un rego­lare con­trat­to di edi­zione del­la dura­ta di due anni (scar­i­ca qui il fac-sim­i­le).

4. Dis­po­sizioni finali
La parte­ci­pazione al Pre­mio è sub­or­di­na­ta all’ac­cettazione del pre­sente rego­la­men­to in ogni sua parte. Ai sen­si del D.Lgs. 196/2003 e del­la vigente nor­ma­ti­va sul­la pri­va­cy, l’Associazione Forme­bre­vi dichiara che il trat­ta­men­to dei dati dei parte­ci­pan­ti è final­iz­za­to uni­ca­mente alla ges­tione del pre­mio; con l’invio del­la sche­da di parte­ci­pazione e dei mate­ri­ali let­ter­ari, l’interessato/a acconsente al trat­ta­men­to dei dati per­son­ali.

Alle­gati da scari­care

Sche­da di parte­ci­pazione
Fac-sim­i­le con­trat­to di edi­zione

Seg­rete­ria orga­niz­za­ti­va:
Asso­ci­azione Forme­bre­vi
via Michelan­ge­lo, s.n. — 93100 Cal­tanis­set­ta
premio@formebrevi.it

La scatola dei ricordi”, di Eliana Iorfida. Presentazione alla Libreria Incontro Mondadori di Soverato

Tut­to pron­to alla Libre­ria Incon­tro Mon­dadori di Sover­a­to (CZ) per la pre­sen­tazione de La scat­o­la dei ricor­di, rac­col­ta di rac­con­ti di Eliana Ior­fi­da, vincitrice del­la sec­on­da edi­zione del Pre­mio let­ter­ario Forme­bre­vi nel­la sezione Prosa.
Appun­ta­men­to a mart­edì 26 feb­braio alle ore 18:00. Per seguire gli aggior­na­men­ti in tem­po reale, vi invi­ti­amo a vis­itare la pag­i­na del­l’even­to su Face­book.

 

 

Sostieni Formebrevi per il 2019

Gen­tile let­trice, caro let­tore,
anche quest’anno prende il via la cam­pagna di iscrizioni per entrare a far parte di Forme­bre­vi come socio ordi­nario per tut­to il 2019. Come già saprai, il tuo con­trib­u­to è molto impor­tante per man­tenere in vita un prog­et­to indipen­dente, cresci­u­to gra­zie al sosteg­no di tut­ti col­oro che con­tin­u­ano anco­ra oggi a credere nei val­ori del­la pro­mozione sociale e cul­tur­ale e come noi resistono e difendono la buona let­ter­atu­ra.

Forme­bre­vi non ha mai rice­vu­to nes­sun con­trib­u­to pub­bli­co e vive gra­zie alla pas­sione dei volon­tari che cre­dono nel prog­et­to. Un prog­et­to che cresce ogni giorno gra­zie alla con­di­vi­sione e alla parte­ci­pazione, per ali­menta­re pro­ces­si di vera cresci­ta umana e cul­tur­ale. Con un con­trib­u­to sim­bol­i­co di 20 Euro darai anche tu l’opportunità a Forme­bre­vi di rimanere indipen­dente, come lo è sem­pre sta­ta. Diven­terai parte atti­va di tutte le inizia­tive orga­niz­zate dal­l’As­so­ci­azione, con­div­i­den­do le idee con ognuno di noi. Ricev­erai gra­tuita­mente al tuo ind­i­riz­zo tutte le pub­bli­cazioni di Forme­bre­vi Edi­zioni per l’anno in cor­so; potrai inoltre parte­ci­pare gra­tuita­mente al Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi.

Per rin­no­vare la tua quo­ta asso­cia­ti­va puoi scegliere di inviare il tuo con­trib­u­to tramite Pay­Pal o bonifi­co ban­car­io intes­ta­to all’As­so­ci­azione Forme­bre­vicodice IBAN IT56S0521616700000008923102 Causale: Quo­ta asso­cia­ti­va.

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Qual­si­asi ulte­ri­ore con­trib­u­to è libero e ben accet­to.

Gra­zie di cuore.

Tre lune in attesa”, di Alfonso Lentini. Presentazione alla Colophonarte di Belluno

Mer­coledì 28 novem­bre 2018 nel­la sede del­la Colophonarte di Egidio Fior­in (via Torricelle,1) dalle ore 17.30, a cura di Ser­e­na Dal Bor­go, sarà pre­sen­ta­to il libro “Tre lune in atte­sa” di Alfon­so Lenti­ni.

È lo sce­nario dolomiti­co il prin­ci­pale pro­tag­o­nista del nuo­vo libro di Alfon­so Lenti­ni, “Tre lune in atte­sa”, vinci­tore del pre­mio let­ter­ario Forme­bre­vi e arriva­to in questi giorni in libre­ria.

Si trat­ta di un vol­ume di pic­co­lo for­ma­to, cinquan­taquat­tro pagine di rac­con­ti bre­vi o bre­vis­si­mi, fra i quali risaltano quel­li ded­i­cati al pae­sag­gio dolomiti­co che l’autore, di orig­ine sicil­iana, ha ormai inte­ri­or­iz­za­to viven­do da molti anni a Bel­luno.

In “Tre lune in atte­sa”, però, non c’è spazio per immag­i­ni da car­toli­na. Le Dolomi­ti di questo libro appaiono e scom­paiono, diven­tano sfon­do di even­ti oniri­ci e sur­re­ali, e rap­p­re­sen­tano una realtà fri­abile, can­giante, imprendibile; sono alle­gorie “aperte” che spi­az­zano il let­tore e lo proi­et­tano in una dimen­sione vision­ar­ia dove il con­fine fra reale e irreale si fa incer­to. Così pos­si­amo imbat­ter­ci nel monte Ante­lao (“det­to anche il Re”), che viene taglia­to in cubet­ti e trasporta­to in Africa con un per­cor­so che richia­ma, ma all’incontrario, i flus­si migra­tori umani; oppure pos­si­amo leg­gere di mon­tagne che ven­gono uccise con un solo colpo di pis­to­la da un mis­te­rioso killer; oppure anco­ra avere notizia del monte Pel­mo che, “por­ta­to via in fret­ta e furia da ignoti” con­tin­ua tut­tavia ad essere vis­i­bile, ma è diven­ta­to “traspar­ente, come tutte le cose vere”, sot­to lo sguar­do sornione delle “tre lune” che dan­no tito­lo alla rac­col­ta. E infine: sape­vate che le cime del monte Cristal­lo si pos­sono rag­giun­gere a nuo­to?

L’im­mag­ine di cop­er­ti­na, real­iz­za­ta per Forme­bre­vi dal­l’artista Enzo Pat­ti

In queste sor­pren­den­ti inven­zioni nar­ra­tive che par­lano di mon­tagna ma anche di mare, di ambi­en­ti mediter­ranei e molti luoghi fan­tas­ti­ci, è evi­dente l’influenza di autori vision­ari e irre­go­lari, quel­li che amano rap­p­re­sentare la realtà defor­man­dola e trasfor­man­dola, pri­mo fra tut­ti Dino Buz­za­ti, alla cui val­oriz­zazione Lenti­ni si ded­i­ca da tem­po.

Nati in gran parte dal­la col­lab­o­razione con il quo­tid­i­ano di scrit­ture online “Il Cuc­chi­aio nell’Orecchio”, i testi rac­colti in questo libro ten­dono a sin­toniz­zare la scrit­tura con le pul­sazioni del cor­po, del­la mente e del respiro, con l’intento di lib­er­ar­la dal­la “gab­bia” del­la pag­i­na tradizionale alla ricer­ca di anom­alie, extra­sis­toli, sbi­lan­ci­a­men­ti e met­ten­do in cir­co­lo la mas­si­ma lib­ertà espres­si­va. Lenti­ni è infat­ti da sem­pre impeg­na­to in una ricer­ca che spazia dal­la scrit­tura alle arti visive pas­san­do attra­ver­so la poe­sia visi­va e la sper­i­men­tazione artis­ti­ca più aper­ta. Fra i suoi lib­ri: “Pic­co­lo inven­tario degli spec­chi” (pre­fazione di Anto­nio Cas­tron­uo­vo, Stam­pa Alter­na­ti­va, 2003), “Un bel­lunese di Patag­o­nia” (Stam­pa Alter­na­ti­va, 2004), “Cen­to madri” (vinci­tore del pre­mio “Cit­tà di For­lì”, post­fazione di Pao­lo Ruf­fil­li, Fos­chi, 2009), “Lumi­nosa sig­no­ra” (post­fazione di Anto­nio Pane, Pagli­ai 2011), “Ille­gali vene” (pre­fazione di Euge­nio Lucrezi, Eureka/Edizioni, 2015).

 

Aggior­na­men­to

Le immag­i­ni dell’evento

Premio letterario Formebrevi — Seconda Edizione. Le immagini

Premiazione Premio Formebrevi 2018

Ser­a­ta piena di entu­si­as­mo, leture ed emozioni quel­la che si è tenu­ta alla sala degli ora­tori di palaz­zo Mon­ca­da a Cal­tanis­set­ta, in occa­sione del­la cer­i­mo­nia di pre­mi­azione del­la sec­on­da edi­zione del Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi. Alla cer­i­mo­nia era­no pre­sen­ti gli autori pre­miati, Maria Lo Con­ti, Eliana Ior­fi­da e Alfon­so Lenti­ni, l’asses­sore alla Cre­ativ­ità e Parte­ci­pazione del Comune di Cal­tanis­set­ta, Arch. Pasquale Tor­na­tore, i ragazzi del­l’As­so­ci­azione “Tra le righe” e i parte­ci­pan­ti alla pri­ma gior­na­ta di for­mazione incen­tra­ta su let­tura e scrit­tura cre­ati­va, tenu­tasi giorno 26 otto­bre nel­lo stes­so luo­go. Il pub­bli­co ha parte­ci­pa­to atti­va­mente alla pre­mi­azione, dan­do vita a momen­ti di inter­azione e dial­o­go con gli autori e facen­do emerg­ere l’im­por­tan­za del­la let­tura quale stru­men­to di cresci­ta cul­tur­ale e sociale.
Ecco alcune immag­i­ni del­la pre­mi­azione.

Le Forme della Parola” — Caltanissetta, 26 e 27 ottobre

Le forme della parola: scrittura creativa a Caltanissetta

L’Associazione di pro­mozione sociale Forme­bre­vi, con il patrocinio del Comune di Cal­tanis­set­ta, orga­niz­za per i giorni 26 e 27 otto­bre l’iniziativa denom­i­na­ta “Le forme del­la paro­la”. L’evento ha lo scopo di pro­muo­vere la cul­tura e val­oriz­zare il ruo­lo del libro quale stru­men­to di conoscen­za e di aper­tu­ra al mon­do e alla diver­sità, attra­ver­so una rif­les­sione sul­la paro­la quale vei­co­lo per innescare mec­ca­n­is­mi di pen­siero e di cresci­ta sociale. Gli incon­tri si svol­ger­an­no dalle ore 17 alle ore 19:30 pres­so la sala degli ora­tori di Palaz­zo Mon­ca­da — Largo Bar­ile n. 5 e saran­no incen­trati sull’analisi e la let­tura crit­i­ca di alcu­ni testi di let­ter­atu­ra con­tem­po­ranea. I parte­ci­pan­ti saran­no invi­tati a famil­iar­iz­zare con diver­si mod­el­li di let­tura e ori­en­tati alla conoscen­za delle prin­ci­pali tec­niche del­la scrit­tura cre­ati­va; nell’incontro del 27 otto­bre, avran­no la pos­si­bil­ità di dialog­a­re con gli scrit­tori vinci­tori del­la sec­on­da edi­zione del Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi: Maria Lo Con­ti (San­ta Tere­sa di Riva), Eliana Ior­fi­da (Sover­a­to) e Alfon­so Lenti­ni (Bel­luno). L’iniziativa è gra­tui­ta. Agli stu­den­ti che si iscriver­an­no e parteciper­an­no alle gior­nate for­ma­tive ver­rà rilas­ci­a­to un attes­ta­to di fre­quen­za. Per info e iscrizioni: https://www.formebrevi.it/scrittura

Flavio Ermini inaugura “Microliti”, la nuova collana di Formebrevi Edizioni

Con grande piacere annun­ci­amo l’us­ci­ta del nuo­vo libro di Flavio Ermi­ni, Del­la fine. La notte sen­za mat­ti­no. Il libro inau­gu­ra la col­lana microli­ti di Forme­bre­vi Edi­zioni. Microli­ti è un ter­mine pre­so in presti­to da una poe­sia di P. Celan ed evo­ca, in lin­ea con le col­lane di poe­sia e prosa di Forme­bre­vi, la predilezione per la bre­vità, inte­sa sia nel­la sua accezione di breve for­ma este­ri­ore, sia nel rap­por­to di essen­za che lega la paro­la al dire, rap­por­to che trascende le lim­i­tazioni imposte dal­la nom­i­nazione.
I Microli­ti sono trac­ce di un pas­sag­gio, pietre che seg­nano il cam­mi­no dell’uomo per risco­prire la stra­da del­la conoscen­za e tornare a chieder­si il per­ché delle cose.

Microli­ti sono, pietruzze appe­na per­cepi­bili, lapil­li minus­coli nel tufo den­so del­la tua esisten­za”. P. Celan

IL LIBROFormebrevi Edizioni - Flavio Ermini - Della fine
«La nos­tra vita è una ter­ra mala­mente calpes­ta­ta e poi riasses­ta­ta con mezzi ris­i­bili. La nos­tra vita è una ter­ra depre­da­ta con meto­do, in atte­sa del­la cala­ta dei nuovi razz­i­a­tori. Una ter­ra dove la sper­an­za è un cartel­lo tolto dal cielo e sepolto sot­to molti strati di mac­erie».
Da tem­po immem­o­re l’uomo si inter­ro­ga sul sen­so dell’esistenza, vagan­do per strade imper­vie ver­so l’illusorio oriz­zonte del­la sto­ria, lì dove anche la fede si smar­risce nel male gra­tu­ito e l’umano diviene il tes­ti­mone del­la pro­pria finitez­za. Del­la fine, fin dal suo tito­lo, è un libro che affon­da le radi­ci nel dolore che divo­ra l’essere umano, get­ta­to nell’ignoto, sospe­so sull’abisso dell’esistenza in pre­da ai ven­ti ingan­nevoli che lo con­dan­nano a vagare nell’oscura sel­va del­la vita. Con questo libro, Flavio Ermi­ni ci con­duce in un viag­gio nel­la tene­bra, attra­ver­so i nomi che la evo­cano, nell’indicibile che ci annien­ta, quali esseri per la fine, vian­dan­ti per­du­ti nel­la notte sen­za mat­ti­no.

L’AUTORE
Flavio Ermi­ni
(Verona, 1947), poeta, nar­ra­tore e sag­gista. Dirige dal­la fon­dazione la riv­ista di ricer­ca let­ter­aria “Anterem”. Per Moretti&Vitali cura la col­lana di sag­gis­ti­ca “Nar­razioni del­la conoscen­za”. Tra le sue ultime pub­bli­cazioni: Poe­ma n.10. Tra pen­siero (2001; edi­to in Fran­cia nel 2007 da Champ Social), Il com­pi­to ter­reno dei mor­tali (2010; edi­to in Fran­cia nel 2012 da Lucie Édi­tions), Il mat­ri­mo­nio del cielo con la ter­ra (2010), Il sec­on­do bene (2012), Essere il nemi­co (2013), Rilke e la natu­ra dell’oscurità (2015), Il gia­rdi­no con­te­so (2016). Vive a Verona, dove lavo­ra in edi­to­ria.

Premio Letterario Formebrevi: scelti i nomi dei vincitori della seconda edizione

La giuria del Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi, giun­to alla sua sec­on­da edi­zione, pro­mosso dal­l’As­so­ci­azione di Pro­mozione Sociale Forme­bre­vi di Cal­tanis­set­ta, annun­cia i nomi dei vinci­tori: Maria Lo Con­ti, con Addo­mes­ti­care le bestie  per la sezione “Poe­sia”, Eliana Ior­fi­da con La scat­o­la dei ricor­di per la sezione “Prosa”, Alfon­so Lenti­ni con Tre lune in atte­sa per la sezione “Le forme del dire”.
Il Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi rap­p­re­sen­ta un momen­to di grande impor­tan­za nel proces­so di pro­mozione delle scrit­ture di ricer­ca avvi­a­to dal­l’As­so­ci­azione Forme­bre­vi sin dal­la sua cos­ti­tuzione. Le opere vincitri­ci del­la sec­on­da edi­zione del Pre­mio e le moti­vazioni del­la giuria saran­no pre­sen­tate nel cor­so del­la cer­i­mo­nia di pre­mi­azione che si ter­rà a Cal­tanis­set­ta il giorno 27 otto­bre 2018.

Premio Letterario Formebrevi, scelta la rosa dei finalisti

La giuria del Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi – Sec­on­da Edi­zione ha selezion­a­to la rosa dei final­isti per le tre sezioni: Poe­sia, Prosa, Le Forme del Dire.

A com­petere per la sezione Poe­sia le opere “Addo­mes­ti­care le bestie” di Maria Lo Con­ti, “Zoè” di Isabel­la Moret­ti e “Due denari per il viag­gio” di Alessan­dro Sil­va.

Final­iste per la sezione Prosa le opere “Rac­con­ti in cam­era da let­to” di Van­na Gas­pari­ni, “La scat­o­la dei ricor­di” di Eliana Ior­fi­da e “Con­ven­to a favore” di Lan­fran­co Schuh­mann.

Per la sezione Le Forme del Dire sono state selezion­ate “In apnea” di Cinzia Dezi, “Tre lune in atte­sa” di Alfon­so Lenti­ni, “Spet­ta­coli del Mare” di Pao­la Righet­ti.

I vinci­tori delle sin­gole sezioni del­la sec­on­da edi­zione del Pre­mio Let­ter­ario Forme­bre­vi saran­no resi noti il 30 luglio 2018 e pre­miati a Cal­tanis­set­ta nel mese di otto­bre 2018. L’Or­ga­niz­zazione del Pre­mio ringrazia sin d’o­ra tut­ti i parte­ci­pan­ti per la qual­ità delle opere per­venute.

La “brevitas” come stile. Intervista a Giovanni Duminuco sul progetto Formebrevi

Ripor­ti­amo qui di segui­to un’in­ter­vista a Gio­van­ni Dumin­u­co, coor­di­na­tore del prog­et­to edi­to­ri­ale Forme­bre­vi, a cura di Mau­r­izio Cor­ra­do apparsa sul blog di Repub­bli­ca l’Ar­chitet­to nel­la Fores­ta.

Bre­vi­tas come con­ci­sione e preg­nan­za, mas­si­mo sig­ni­fi­ca­to e mas­si­ma sin­tetic­ità. Questo è lo stile di Forme­bre­vi, un edi­tore sicil­iano che ha scel­to un par­ti­co­lare modo di fare sosteni­bil­ità, ce ne par­la Gio­van­ni Dumin­u­co, in un’intervista che va da Fed­eri­co II alla strana lin­gua dei sicil­iani.

  Chi è, oggi, Gio­van­ni Dumin­u­co.
Ho 37 anni, vivo e lavoro in Sicil­ia. Ho una lau­rea in filosofia e diverse spe­cial­iz­zazioni. Da cir­ca dieci anni mi occupo di for­mazione. Dal set­tem­bre 2015 diri­go il prog­et­to edi­to­ri­ale Forme­bre­vi Edi­zioni.

Com’eri da bam­bi­no?
Ero un bam­bi­no curioso. Sco­prii la let­tura in gio­vane età, com­plice la vic­i­nan­za con la bib­liote­ca comu­nale. Con il pas­sare degli anni diven­tai un grande fre­quen­ta­tore di quel luo­go. Furono anni nei quali com­pre­si del potere rac­chiu­so in quelle forme impolver­ate.

Come vor­resti essere da vec­chio?
Come colui che non ha mai smes­so di guardare al pre­sente.

Come definiresti la tua scrit­tura?
Vivo la scrit­tura come una costante prat­i­ca di ricer­ca. Scri­vere è pri­ma di tut­to adden­trar­si in una prospet­ti­va di rif­les­sione che coin­volge sé stes­si ed il rap­por­to con la lin­gua e il mon­do. La scrit­tura è pen­siero quo­tid­i­ano, qual­cosa che se ce l’hai den­tro non ti abban­dona, anche quan­do scegli di non scri­vere. Scri­vo prin­ci­pal­mente poe­sia, in una pri­ma fase in ver­si, poi rac­chiusi in un uni­co bloc­co di prosa: questo mi da la pos­si­bil­ità di lavo­rare con estrema pre­ci­sione sia sul­la com­pat­tez­za del testo, che sul rit­mo del­la paro­la. Scri­vo da sem­pre seguen­do ques­ta prat­i­ca, forse per­ché non ho mai apprez­za­to la facil­ità con la quale molti scel­go­no di andare a capo. C’è una grande respon­s­abil­ità nel fare la poe­sia.

Ho nota­to che gli scrit­tori sicil­iani, D’Arrigo, Con­so­lo, Camil­leri, solo per citarne alcu­ni, ten­dono a non usare l’italiano che ci arri­va dal­la Toscana, ci stan­no stret­ti? O la scuo­la sicil­iana di Fed­eri­co II non si è anco­ra spen­ta?
La ques­tione del­la lin­gua è un argo­men­to che in Sicil­ia non si è mai esauri­to. Il sicil­iano è una lin­gua com­p­lessa e arti­co­la­ta, con alcune sfu­ma­ture impos­si­bili da tradurre nell’italiano di matrice toscana, trac­ce di pas­sag­gi che tes­ti­mo­ni­ano la com­p­lessità cul­tur­ale e lin­guis­ti­ca del­la mia ter­ra. Tale com­p­lessità si riper­cuote nel­la let­ter­atu­ra e nell’arte in genere: è come sen­tir­si stret­ti den­tro un mod­el­lo che non ti appar­tiene total­mente, non nel sen­so di un ripu­dio del­lo stes­so, quan­to del suo supera­men­to attra­ver­so un’apertura alla ricer­ca di una lin­gua altra, con­t­a­m­i­na­ta.

Per­ché nasce Forme­bre­vi?
Forme­bre­vi è un prog­et­to edi­to­ri­ale nato nel 2015 con lo scopo di creare un grup­po di stu­dio inter­es­sato ad un par­ti­co­lare tipo di scrit­tura in lin­ea con il con­cet­to di bre­vi­tas. I nos­tri inter­es­si con­vergevano in quel­la che comune­mente viene chia­ma­ta ricer­ca let­ter­aria, ma che a noi piace definire scrit­ture non con­ven­zion­ali aperte alla ricer­ca. Tut­to ciò si tra­duce nel rig­ore del­la traspo­sizione lin­guis­ti­ca e del­la ricer­ca sul­la paro­la.

Pochi lib­ri nell’arco di un anno. Bre­vi, nel sen­so di essen­ziali.

Come scegli­ete gli autori da pro­porre?
Rice­vi­amo quo­tid­i­ana­mente diverse pro­poste di pub­bli­cazione, ma il più delle volte, anche se si trat­ta di lavori inter­es­sati, siamo costret­ti a rifi­u­tar­le. I lib­ri che scegliamo di pub­bli­care sono il frut­to di attente e med­i­tate let­ture, di con­tinui ritorni sulle pagine, di un par­ti­co­lare lavoro sul­la paro­la.

Cosa vuol dire fare lib­ri in Sicil­ia oggi?
Sig­nifi­ca pri­ma di tut­to lavo­rare in una ter­ra sol­ca­ta da gigan­ti del­la let­ter­atu­ra. Questo rende il per­cor­so edi­to­ri­ale un’impresa car­i­ca di una respon­s­abil­ità non indif­fer­ente. Siamo molto atten­ti alla qual­ità dei testi, indipen­den­te­mente dal luo­go di prove­nien­za degli stes­si. Le strade del­la comu­ni­cazione telem­at­i­ca han­no decen­tra­to i luoghi di pro­duzione e fruizione: ognuno è anche altrove e di questo ne pren­di­amo atto.

Ci par­la molto di sosteni­bil­ità, c’è una relazione con il vostro modo di lavo­rare?
Mi piace molto l’idea che i lib­ri di Forme­bre­vi siano sosteni­bili: ognuno di loro è parte di un prog­et­to che con il tem­po com­in­cia a divenire più inter­es­sante. Tra i nos­tri lib­ri vige un sen­so di respon­s­abil­ità, che si tra­duce non solo nel totale rein­ves­ti­men­to dell’eventuale rica­va­to dalle ven­dite di un libro per coprire le spese di stam­pa e dis­tribuzione del libro suc­ces­si­vo, ma nel legame di co-apparte­nen­za che unisce i lib­ri e gli autori che fan­no parte del nos­tro prog­et­to.

Cre­di che sia impor­tante la comu­ni­cazione per dif­fondere il vostro mes­sag­gio? E come andrebbe svilup­pa­ta?
La comu­ni­cazione è alla base di qual­si­asi proces­so cre­ati­vo. Per quan­to ci riguar­da, curi­amo molto l’aspetto comu­nica­ti­vo, a par­tire dal­la veste grafi­ca delle cop­er­tine dei nos­tri lib­ri, al sito web. Non ci piace molto la ten­den­za che si è fat­ta stra­da negli ulti­mi anni: il dire a tut­ti i costi, rac­con­tare qual­cosa pur di riem­pire pagine di rifer­i­men­tial fine di essere indi­ciz­za­ti o posizionati meglio sui motori di ricer­ca. Certe cose non pos­sono essere urlate. Un libro è qual­cosa che va scop­er­to, cer­ca­to. La comu­ni­cazione che priv­i­le­giamo mette in pri­mo piano il rap­por­to diret­to con i let­tori, con le librerie cui affidi­amo le nos­tre pub­bli­cazioni, gli  incon­tri e le pre­sen­tazioni che ci vedono pro­tag­o­nisti. Vogliamo che il libro ritorni ad essere stru­men­to di dial­o­go e con­fron­to, non un prodot­to da esporre o dietro il quale nascon­der­si per apparire meno soli