Fabrizio Strada: “In male aperto”. Leggi un estratto

Cav­al­lette di mollette

Domeni­ca 170.
Sono giorni che ti aspet­to nel vivaio di Stalin.
Dì addio per sem­pre alla tua vita e vieni con me a fare il
fiore.
La pace è un morbo.
Qui invece fac­ciamo la guer­ra tut­ti i giorni
tra­volti dalle tem­peste di polline,
esausti, la sera rac­cogliamo i cor­pi dei nos­tri fratelli
e ci addor­men­ti­amo sulle radici,
come in un tor­rente di vene respiriamo
la mate­ria dei nos­tri antenati.
L’unica vol­ta che ho accetta­to il vostro bene,
l’ostia è sce­sa di traverso,
apren­do un canale di conquiste.

Implo­sione di credenza

Cat­turo gli elementi
Le spezie più dolci
Il vino più nero
A tar­da sera
preparo la scena.

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